quote ...
"Se abbiamo sofferto una perdita, ne consegue che abbiamo avuto, desiderato e amato, e che abbiamo lottato per creare le condizioni del nostro desiderio. Credo che il dolore colpisca a tratti, e che ci si svegli un giorno con uno scopo, un proposito, un progetto, per trovarsi alla fine frustrati. Per trovarsi a pezzi. Per sentirsi svuotati senza sapere il perchè. C'è qualcosa che va oltre le nostre deliberate intenzioni, i progetti, la possibilità di conoscere e scegliere. Molti credono che il dolore ci riporti ad una dimensione privata, ci confini nella solitudine e, in questo senso, sia depoliticizzante. Ma io credo che il dolore dia vita a un senso complesso di comunità, e sia in grado di fare ciò innanzitutto evidenziando those bonds and those relationships need to theorize any form of dependence of fundamental and ethical responsibility.
This reveals that pain, however, is the state of dependence in which we take our relationships with others.
All this seems clear when we talk about pain, but this is just because it's something already in place in the dynamics of desire. You do not always remain unchanged. You wish, and it succeeds to a certain point, but despite our efforts, it was destabilized by sight, by touch, smell, sensations, the idea of \u200b\u200bcontact, by the memory of sensations. So when I speak of 'my sessulità' or my 'genre', come è giusto che faccia, nondimeno mi riferisco a qualcosa di complesso, che mi è in parte nascosto dall'uso che ne faccio. In quanto mezzo di relazione nè il genere nè la sessualità sono esattamente qualcosa che si possiede, ma piuttosto rappresentano un modo di essere spossessati, un modo di essere per l'altro e in virtù dell'altro. Un modo di pensare a come le relazioni non solo ci costituiscano ma siano anche ciò che ci destabilizza.
La possibilità di stabilire nuovi tipi di legame, allora, può scaturire dall'esperienza di fragilità e di perdita."
J. Butler
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